Movement Training – Movement Practice

La Pratica del Movimento NON è fitness.

Come anticipato nell’apposita pagina di questo sito, con la Pratica del Movimento si intende andare oltre i confini e i canoni entro cui si è soliti circoscrivere tutto ciò che viene definito “fitness”, compresi i suoi obbiettivi o scopi, che in ogni caso rientrano ampiamente nel dominio del Movimento stesso, inteso proprio come attributo e caratteristica inscindibile dall’essere umano.

Il Movimento è infatti è un processo di “crescita” personale, di ricerca, di conoscenza di sè e delle proprie capacità, un accrescimento di queste attraverso la pratica, la quale diventa non più un semplicisticamente un hobby o uno svago da fare nel tempo libero, bensì entra a far parte della vita stessa di colui che pratica.

Questa concezione risente di influenze di pensiero proprie delle arti marziali, delle pratiche orientali e zen, secondo cui “la pratica diventa vita e la vita si esplica e diventa essa stessa pratica”.


“Movement is Life”

In questo modo, e tramite questo approccio multidisciplinare, ricco di sfide e obiettivi da fissare e superare di volta in volta, colui che intraprende questo percorso può sperimentare un vero e proprio sviluppo di sè, un’educazione del proprio corpo ma anche della propria mente, tramite un arricchimento di conoscenza e consapevolezza, curando il proprio fisico per renderlo intelligente, versatile, resiliente, agile, reattivo, durevole nel tempo.


Queste caratteristiche riflettono la natura stessa dell’essere umano: Esso infatti è dinamico, in grado di adattarsi e modificare la propria struttura e risposta in base agli stimoli che riceve: ecco l’importanza di fornirgli sollecitazioni che siano più eterogenee e varie possibile, privilegiando un cosiddetto “approccio generalista” rispetto alla “specializzazione”, caratteristica che porta un vero e proprio cambio di mentalità rispetto al suddetto fitness.

Se quest’ultimo è costituito da una ripetizione di schemi di movimento spesso limitati e isolati, la Pratica del Movimento al contrario, invece di ricercare una singola tecnica, ha come scopo lo sviluppare l’abilità di eseguire un numero diversificato di tecniche con qualità ed efficienza.


E’ evidente che un approccio di questo tipo rispecchia la vita reale e prepara l’individuo ai movimenti e alle circostanze in constante evoluzione e cambiamento che la caratterizzano.


Tale preparazione è comunque un processo in divenire nel tempo, potenzialmente infinito volendo, in quanto racchiude dimensioni quali la ricerca e l’esplorazione delle proprie possibilità, in relazione a se stessi, agli altri individui con cui si può condividere la pratica e l’esperienza del Movimento, all’ambiente in cui si è inseriti e con il quale si può e anzi, inevitabilmente, si interagisce. E un tale processo necessita di un impegno e focus mirato da sviluppare con consistenza.


Volendo esemplificare, a titolo esplicativo, la struttura della pratica di cui parlo, essa potrebbe essere rappresentata dal seguente schema, in cui sono elencati i pilastri su cui si fonda:

Com’è evidente, all’interno di questa pratica si affiancano il lavoro di preparazione fisica e di sviluppo delle capacità motorie e coordinative, così come quello di una mobilità attiva e trasferibile ai diversi ambiti trattati, unito a dimensioni più astratte ma non meno importanti di consapevolezza di sé, collaborazione con il compagno e con l’ambiente, ricerca e improvvisazione (il cosiddetto “FLOW“).


Più nel dettaglio si avranno sessioni di pratica in cui il focus è di volta in volta incentrato su:

    • Sviluppo della forza, tramite l’utilizzo di sovraccarichi e metodologie derivanti da protocolli di Strenght & Conditioning;​
    • Locomozioni e lavoro a terra (floorwork) per entrare in confidenza con il pavimento e con le nostre radici di discendenti dal regno animale, imparando a considerare il suolo come un alleato nella nostra esplorazione, rendendo efficiente e sicuro il nostro modo di andare a terra e spostarci a quel livello;​
    • Acrobatica (Soft Acrobatics) e Rotolamenti (Rolling): si affrontano elementi derivanti da discipline come ginnastica, capoeira e Brazilian Jiu jitsu, ma anche dal parkour, di matrice acrobatica, per imparare a gestire e conoscere lo spazio circostante e le modalità in cui il corpo può muoversi in esso e tramite esso;​
    • Brachiazioni e movimenti in sospensione;​
    • Props e utilizzo/manipolazione di oggetti al fine di migliorare coordinazione, riflessi, ritmicità dei movimenti;
    • Ricerca, esplorazione e improvvisazione (FLOW), attraverso il movimento, allo scopo, nel lungo termine, di dotarsi di una sempre maggiore libertà espressiva e motoria fondata su tre componenti essenziali: concentrazione, spontaneità e immaginazione.​